In RO e-Transport dichiara il beneficiario o l’importatore per le importazioni e gli acquisti intracomunitari, il fornitore o l’esportatore per le cessioni intracomunitarie, le esportazioni e i trasporti interni, e il depositario per le merci in transito o in deposito. Il vettore, che ANAF chiama organizzatore del trasporto, di regola non dichiara: risponde del veicolo e dei dati di posizionamento. Il conducente risponde del codice UIT al controllo.
RO e-Transport separa tre ruoli, con tre responsabilità diverse
Il sistema rumeno separa nettamente chi dichiara da chi trasporta, e questa separazione è la fonte del malinteso più frequente tra committenti e vettori italiani. Il committente dà per scontato che il trasportatore “faccia il documento”. Il trasportatore dà per scontato che il documento arrivi con la merce. Al controllo mancano entrambi.
| Ruolo | Nome nel sistema | Di che cosa risponde |
|---|---|---|
| Chi ha l’obbligo di dichiarare | dichiarante | Presentare la dichiarazione e ottenere il codice UIT |
| Chi esegue il trasporto | organizzatore del trasporto | Veicolo dichiarato e trasmissione dei dati di posizionamento |
| Chi guida | conducente | Avere il codice UIT del trasporto in corso al controllo |
Il quadro completo del sistema, con la base legale e le soglie, è nella panoramica su RO e-Transport.
Chi dichiara, operazione per operazione
| Operazione | Chi presenta la dichiarazione |
|---|---|
| Importazione da paese terzo | Importatore o beneficiario in Romania |
| Acquisto intracomunitario (merce che entra in Romania da un altro Stato UE) | Beneficiario in Romania |
| Cessione intracomunitaria (merce che esce dalla Romania verso un altro Stato UE) | Fornitore in Romania |
| Esportazione verso paese terzo | Esportatore |
| Trasporto interno di merci ad alto rischio fiscale | Fornitore |
| Merci in transito o in deposito | Depositario |
La regola generale è leggibile in una riga: dichiara chi ha il rapporto commerciale con la merce sul territorio rumeno, non chi la muove. Chi la muove risponde di altro.
L’organizzatore del trasporto: il vettore, con un altro nome
Il vocabolario è una fonte di confusione reale. Nella terminologia ANAF il vettore si chiama organizzatore del trasporto, e nello schema di dichiarazione non esiste un campo chiamato “trasportatore”: i dati corrispondenti sono quelli identificati come BT-21, BT-22 e BT-23. Chi cerca il proprio nome nel formato non lo trova, e conclude che il dato non serva.
L’organizzatore del trasporto risponde di due cose. Del veicolo dichiarato: se il mezzo cambia dopo la partenza, è lui a inviare la comunicazione del nuovo veicolo, e questa è l’unica modifica ancora possibile a trasporto avviato. E dei dati di posizionamento: la trasmissione della posizione del veicolo è obbligo dell’operatore di trasporto, non del dichiarante e non del software di dichiarazione.
Il conducente: la figura che viene controllata
Il conducente non dichiara nulla, ma è l’unica delle tre figure presente al momento del controllo su strada. Deve avere il codice UIT del trasporto che sta effettuando, riferito alle merci effettivamente a bordo, insieme ai documenti di trasporto.
Due dettagli operativi contano più di quanto sembri.
Un codice per partita. In un groupage il conducente porta tanti codici quante sono le partite. Un solo codice per un carico con cinque mittenti significa quattro violazioni al primo controllo.
Il codice deve essere quello di una dichiarazione accettata. ANAF restituisce il codice UIT subito dopo il caricamento, avendo controllato solo la struttura del file; la validazione di merito arriva dopo e può respingere la dichiarazione. Consegnare al conducente un codice senza aver verificato lo stato significa mandarlo in strada con un numero che potrebbe non corrispondere a nulla. Il meccanismo è spiegato nella guida su come ottenere il codice UIT in Romania.
Il conducente è anche sanzionabile a sé: secondo le fonti che riportano gli articoli 13 e 14 dell’OUG 41/2022, la multa prevista per il conducente va da 5.000 a 10.000 lei, circa 1.000-2.000 euro. Gli importi completi e la procedura di ricorso sono nella guida sulle sanzioni RO e-Transport.
Quando l’azienda italiana è il dichiarante
Per una spedizione dall’Italia alla Romania il dichiarante è il beneficiario rumeno, perché per lui si tratta di un acquisto intracomunitario. L’azienda italiana che vende non ha, in quanto tale, l’obbligo di dichiarazione.
Ci sono però situazioni in cui l’obbligo ricade su un soggetto italiano:
- quando l’azienda italiana è l’importatore di merce che entra in Romania da un paese terzo;
- quando muove merce propria verso o dentro la Romania avendo una posizione fiscale rumena;
- quando è depositaria di merci di terzi in un magazzino in Romania;
- quando dichiara su incarico del proprio cliente rumeno, con accesso al sistema per quella società.
L’ultimo caso è quello di molti spedizionieri: la responsabilità legale resta del dichiarante indicato dalla norma, ma l’operazione tecnica la esegue chi ha l’accesso. La situazione dei vettori e delle case di spedizione italiane è trattata nella guida per i trasportatori italiani in Romania e nella pagina dedicata ai trasportatori.
Che cosa chiedere al committente prima di caricare
Il vettore non è il dichiarante, ma è quello che si ferma al controllo. Cinque domande, da fare per iscritto prima del carico, evitano quasi tutte le contestazioni su strada:
- Chi dichiara in RO e-Transport questo trasporto? Deve esserci un nome, non un “ci pensiamo noi”.
- Qual è il codice UIT, e lo stato della dichiarazione risulta valido? Il codice da solo non basta: va verificato lo stato presso ANAF.
- Quanti codici servono? Uno per partita: nei groupage il numero deve corrispondere ai mittenti.
- La targa dichiarata è quella che parte? Motrice e rimorchi, come figurano nella dichiarazione.
- Peso, valore e codice NC dichiarati corrispondono al carico reale? Una partita aggiunta dopo la dichiarazione rende difforme tutto il resto.
Dove il consiglio standard non basta
“Lo fa il mio spedizioniere” non trasferisce la responsabilità. L’obbligo resta di chi la norma indica come dichiarante. Un mandato a un terzo organizza il lavoro, non sposta la sanzione. Va scritto nel contratto chi fa che cosa, entro quando, e chi risponde se il dato è sbagliato.
Nei magazzini logistici l’obbligo si sposta sul depositario. È un punto da chiarire prima del primo movimento, non dopo il primo controllo. Il gestore del magazzino può ritrovarsi dichiarante di merce che non ha mai comprato.
Il transito attraverso la Romania non è una zona franca. La merce che entra ed esce senza fermarsi resta un movimento sul territorio rumeno, con un dichiarante da individuare secondo l’operazione.
Chi dichiara deve poter vedere lo stato. Un dichiarante che invia e non controlla la risposta ha metà del lavoro fatto. ANAF conserva le risposte, XML firmato ed errori compresi, per 60 giorni: dopo, la prova esiste solo dove l’avete salvata voi.
Fonti: OUG 41/2022 su legislatie.just.ro; Guida ANAF RO e-Transport 2025; informazioni tecniche RO e-Transport sul sito del Ministero delle Finanze; Ordine ANAF/AVR 1.337/1.268/2024, Monitorul Oficial 597 del 27 giugno 2024.
Domande frequenti
Il vettore deve chiedere il codice UIT?
Di regola no. Il codice UIT lo chiede il dichiarante, che l'OUG 41/2022 individua nel beneficiario, nell'importatore, nel fornitore, nell'esportatore o nel depositario a seconda dell'operazione. Il vettore è l'organizzatore del trasporto: risponde del veicolo e della trasmissione dei dati di posizionamento. Può però dichiarare se è lui stesso una delle figure sopra, o se opera su delega.
Chi dichiara quando la merce parte dall'Italia verso la Romania?
Per il destinatario rumeno si tratta di un acquisto intracomunitario, quindi la dichiarazione spetta al beneficiario in Romania. L'azienda italiana che vende non è il dichiarante, salvo che agisca in Romania in altra veste, per esempio come importatore, come titolare di una posizione fiscale rumena o come depositario della merce.
Che cosa deve avere il conducente al controllo?
Il codice UIT del trasporto che sta effettuando, riferito alle merci effettivamente a bordo, insieme ai documenti di trasporto. Il conducente è una figura sanzionabile a sé: secondo le fonti che riportano gli articoli 13 e 14 dell'OUG 41/2022, la multa prevista per il conducente va da 5.000 a 10.000 lei, circa 1.000-2.000 euro.
Chi è l'organizzatore del trasporto?
È il termine che ANAF usa per la figura che i clienti chiamano semplicemente vettore o trasportatore. Lo schema di dichiarazione non ha un campo con quel nome commerciale: i dati corrispondenti sono quelli identificati come BT-21, BT-22 e BT-23. L'organizzatore del trasporto risponde del veicolo e della trasmissione dei dati di posizionamento.
Chi dichiara le merci in deposito o in transito?
Il depositario, secondo la sintesi degli articoli 8 e 9 dell'OUG 41/2022. È la figura che tiene la merce e ne conosce i movimenti, anche quando non ne è proprietaria. Nei magazzini logistici questo sposta l'obbligo dal committente al gestore del magazzino, ed è un punto da chiarire per contratto prima del primo movimento.
Un'azienda può dichiarare per conto di un'altra?
Sì, se ha accesso al sistema per quella azienda. L'accesso a RO e-Transport passa da un certificato digitale qualificato registrato nello Spazio Privato Virtuale (SPV) per la società che dichiara. Uno studio contabile o uno spedizioniere può quindi gestire più aziende, ma ogni azienda deve avere la propria autorizzazione presso ANAF.
Se il dichiarante sbaglia, chi paga la sanzione?
Le sanzioni seguono i ruoli. La mancata dichiarazione è contestata al dichiarante, con importi che per le persone giuridiche vanno secondo le fonti da 20.000 a 100.000 lei più la confisca del controvalore delle merci non dichiarate. Il conducente risponde separatamente per il codice mancante al controllo. I due procedimenti possono coesistere.
